Domenica 19 ottobre, sulle sponde del Lago di Fimon (VI), si è svolta l’ultima tappa del Circuito Veneto Mantrailing OPES, organizzata da Bau Woww ASD.
Una giornata intensa, fatta di emozioni, concentrazione e collaborazione tra conduttori e cani, come sempre accade in questa disciplina in cui il vero protagonista è il legame.
Tra i binomi in gara, ce n’è stato uno che mi ha colpito: Francesca e Kira.
Francesca è una giovane donna non vedente. Partecipa alle gare di Mantrailing con la sua Border Collie, Kira, sostenuta da una relazione costruita su ascolto, fiducia e condivisione.
Durante la prova, la mamma di Francesca la accompagna solo per indicarle eventuali ostacoli o irregolarità del terreno: il resto è tutto tra lei e Kira.
Quello che è accaduto durante la loro traccia mi ha lasciato un segno indelebile.
Kira, mentre seguiva l’odore del figurante, ha segnalato a Francesca un punto in cui era necessario girare. Il terreno, però, in quel tratto si faceva sconnesso e pieno di rami bassi.
Con una scelta sorprendente, Kira ha deciso di prendere una traiettoria diversa, sempre entro i 30 metri consentiti dal regolamento, ma più agevole per Francesca.
Una piccola deviazione, che non ha compromesso la precisione della ricerca, ma ha reso il percorso più sicuro e fluido per la sua conduttrice.
Quel gesto racchiude tutto il senso profondo del Mantrailing: un cane che non obbedisce meccanicamente, ma ragiona, valuta, e adatta il proprio comportamento in funzione del compagno umano.
È la dimostrazione che la relazione tra cane e persona può superare ogni barriera, trasformandosi in una vera partnership cognitiva ed emotiva.
Vedere Francesca e Kira all’opera è stato qualcosa di difficile da descrivere.
Mentre osservavo in silenzio, il loro dialogo invisibile si manifestava nei dettagli: un movimento del capo, una leggera tensione del guinzaglio, un passo calibrato sull’altro.
Kira non era solo concentrata sul figurante, ma anche sulla conduttrice, leggendo i suoi tempi, scegliendo i passaggi più sicuri, anticipando i bisogni senza che le venissero espressi.
In quell’istante si è capito che il Mantrailing non è solo uno sport: è una forma di comunicazione profonda, una danza fatta di percezioni, fiducia e rispetto reciproco.
Francesca e Kira hanno mostrato che la collaborazione può assumere forme straordinarie, e che il limite, qualunque esso sia, può diventare un punto di forza quando viene accolto con sensibilità e consapevolezza.
Brava Francesca, per il coraggio, la determinazione e la serenità con cui affronti ogni sfida.
Brava Kira, per la sensibilità, l’intelligenza e l’amore che metti in ogni passo.
Insieme, avete ricordato a tutti noi perché facciamo Mantrailing: per scoprire quanto profonda possa essere la connessione con un cane, quando la fiducia diventa guida.
Un binomio che resterà nel cuore di chi c’era, e che incarna alla perfezione lo spirito di Bau Woww e del Mantrailing OPES Cinofilia:
collaborazione, inclusione, rispetto e amore per il percorso condiviso.

